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 published: 2009-05-19

Raccontare le storie degli eroi quotidiani della rettitudine, dell’amore e del servizio.

Ad un anno dal bicentenario dell’Argentina, una riflessione non solo di valore per l’Argentina, P Javier Arteaga

 

Plakat der Schönstattjugend von Córdoba: Und was tust du für dein Vaterland?

Afiche de la Juventud de Schoenstatt de Córdoba

Poster of the Schoenstatt Youth of Cordona: What will you do for your country?

Plakat der Schönstattjugend von Córdoba: Und was tust du für dein Vaterland?

Foto: Barbosa © 2009

 

Missionarin in Goya. Im Hintergrund Lebensmittel für die Armen. Das gehört an jedem 18. dazu

Misionera en Goya. En el fondo, alimentos para los pobres...

Missionary in Goya. In the background, food for the poor

Missionarin in Goya. Im Hintergrund Lebensmittel für die Armen. Das gehört an jedem 18. dazu

Foto: Petiti © 2009

 
   

ARGENTINA. Qualche giorno fa in una riunione con un gruppo di coppie è sorta la domanda: possiamo "festeggiare" il bicentenario? E una signora ha risposto: purtroppo non so che cosa possiamo festeggiare oggigiorno in Argentina. Non ho speranza" e da lei ciascuno ha dato il suo apporto alla lista dei guai nazionali: la povertà che cresce non solo per la crisi mondiale, bensì per la confusione interna e la corruzione; i politici che continuano mentendo svergognatamente "costruendo" una realtà a loro piacere (ad esempio: le indagini, le candidature testimoniali, dati inesistenti), la giustizia lenta e ossequiente al potere di turno, l’insicurezza e la criminalità senza limiti, il flagello della droga che causa morte e dolore a migliaia di persone e al contempo genera magnifici affari ai mafiosi, e la gran disperazione sociale a tutto questo disastro. Molti si domandano come abbiamo potuto arrivare a questa situazione poverissima sia sociale, sia istituzionale e morale. Nella stessa domanda si ha la risposta: la povertà morale porta la povertà istituzionale e sociale. "Corruptio optimi pessima est" dicevano i romani: la corruzione del meglio è la peggiore". La corruzione di chi è scelto o convocato e si è impegnato ad assumere alte responsabilità è la peggiore. Quella che reca maggior danno alla società.

Davanti a questa situazione che cosa si può fare? P. Kentenich diceva che ogni epoca della storia presenta all’uomo problemi e sfide, la chiave del successo o del fallimento è di come si affrontano. P. Kentenich affermava che coloro che si lamentano facendo grandi analisi dei problemi e terminando sterilmente le loro conversazioni come una semplice chiacchierata al bar, sono i passivi. Coloro che in piedi sulla loro onnipotenza cominciano azioni che muoiono con la loro propria personalità di fango, sono gli attivi. E coloro invece che per il bene comune, con spirito magnanimo di sacrificio e in comunione con Dio e i loro fratelli, costruiscono il domani nella dura realtà di ogni giorno, sono gli artefici della storia. Sono quelli che chiamano i padri della Patria, i "proceri" che hanno costruito una nazione grande. Sono anche gli uomini e le donne semplici che non si stancano di lavorare per il loro ideale. Esistono oggi questi uomini e donne in Argentina? Sì, esistono e lavorano molto, instancabilmente. Dobbiamo solo aprire bene gli occhi e guardare oltre, convincerci che c’è gente che s’impegna e si sacrifica duramente, perché crede e ha speranza che è possibile un vero cambiamento, basato sul bene comune, sul dialogo e sulla solidarietà.

"Che cosa farai per la tua Patria?"

Ad esempio conosco un gruppo di giovani che in questa settimana di maggio nella città di Cordoba organizzeranno un’azione nella via pubblica mettendo cartelli, distribuendo volantini per la strada, trasmettendo spot per radio e mandando mail massivi "Che cosa farai per la tua Patria?" e poi un’altra campagna rispondendo a questa domanda "Io per la mia Patria: "Se bevo bibite alcoliche, non guido", "Non sporco la mia città" "Rispetto le norme del transito", "Aiuto solidariamente", "Voto con coscienza". Conosco una donna che per molti anni ha amministrato un’istituzione, il cui fine era collaborare con entità del bene pubblico nella città di Buenos Aires. Per la sua onestà, capacità nella gestione e gran capacità di lavoro è stata convocata da un partito politico per le prossime elezioni, lei ha accettato, pur non avendone necessità, per aiutare il suo paese in un momento di bisogno. Conosco un gruppo di gente che ha preso l’impegno di offrirsi come autorità e fiscali dei seggi nelle prossime elezioni. Conosco molti missionari della Campagna della Madonna Pellegrina che in questi giorni al portare l’Immagine della Madonna alle famiglie insistono affinché preghino per l’Argentina. Conosco laici e religiosi che si recano periodicamente a luoghi inospitali del paese per curare ammalati, assistere materialmente e spiritualmente a gente che vive nella povertà totale. Conosciamo sacerdoti lavorando nei baraccati, che rischiano la propria vita per salvare le vite dei giovani dalla droga e dalla mafia. Conosco anche molti infermi ed anziani, che non potendo fare nulla di straordinario per la Patria hanno assunto il compito più silenzioso e chissà più importante: pregare ogni giorno per il paese, per i suoi abitanti e governanti, chiedendo che discenda su di noi la pace, la verità, l’unità e il progresso per tutti. Potrei continuare con altri esempi e anche voi, sono sicuro, conoscete molti che sono eroi quotidiani della rettitudine, dell’amore e del servizio. Solo dobbiamo averlo ben presente e raccontarlo a tanti altri nelle nostre conversazioni quotidiane (affinché non siano superficiali conversazioni). Chissà che i vostri amici non si uniscano ad alcune di queste iniziative. Non ci lasciamo abbattere dalla disperazione. Cambiamo di atteggiamento, dobbiamo aprire gli occhi, vederlo e raccontarlo: in mezzo a tanto disastro ci sono molti e buoni segni di speranza. Tu puoi essere un altro. Coraggio e avanti!

Il tempo che dedicherò a questo lavoro sarà ben adoperato.

Al terminare quella riunione un uomo ha commentato: "Dio è sempre accanto a noi, e questa è la nostra forza e speranza, con Lui possiamo cercare insieme il cammino. Vale la pena tentarlo." Lo dobbiamo tentare ogni giorno: deve essere il nostro costante gran desiderio. "Regaliamo un focolare e una Patria all’uomo moderno, sradicato. Il tempo che dedichiamo a questo lavoro è ben adoperato….Il nostro gran compito è restituire al nostro popolo un focolare, una Patria (P. Kentenich, Giornata "La lotta per la vera libertà" 1946)

Fra una settimana celebreremo il 25 maggio e fra un anno il bicentenario della Patria. Celebriamo ringraziando per il dono di questa benedetta terra e impegnandoci a migliorarla. Chiediamo con fiducia a Maria per l’unità e il progresso morale e sociale degli argentini. Lavoriamo ogni giorno per raggiungere questa meta. Il 25 maggio vi invito ad unirci in preghiera con varie comunità che celebreranno con noi nel Santuario di Lujan, e in rappresentanza di tutta la Famiglia di Schoenstatt. Quel giorno rinnoveremo l’incoronazione della Madonna come Regina della Patria Famiglia, eletta 21 anni fa. Quella è la nostra eredità e la nostra gran missione che richiede tutta la nostra dedicazione, oggi più che mai: una Patria con cuore di famiglia.

Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina

 


 

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Last Update: 26.05.2009