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 published: 2009-01-09

"Due cose mi hanno affascinato in Schoenstatt: l’amore e la libertà"

L’omaggio a Padre Horacio Sosa Carbó, Nuevo Schoenstatt, Argentina

 

P. Horacio Sosa, anm 20. Dezember 2007 verstorben

El P. Horacio Sosa, fallecido el 20 de diciembre de 2007

Fr. Horacio Sosa, who died on December 20, 2007

P. Horacio Sosa, anm 20. Dezember 2007 verstorben

 

Während der heiligen Messe in der Gott-Vater-Kirche

Momentos de la Misa celebrada en la Iglesia de Dios Padre

During the Holy Mass in the Church of God the Father

Während der heiligen Messe in der Gott-Vater-Kirche

 
P. Alberto Eronti gibt sein Zeugnis  

El Padre Alberto Eronti brindando su testimonio.

Fr. Alberto Eronti giving his testimony

P. Alberto Eronti gibt sein Zeugnis

 
Grab von Pater Horacio Sosa auf dem Friedhof der Schönstatt-Patres  

El lugar donde descansan el cuerpo del Padre Horacio – Cementerio de Sión del Plata.

The tomb of Fr. Horacio Sosa at the cemetery of Sion of the Father

Grab von Pater Horacio Sosa auf dem Friedhof der Schönstatt-Patres

Fotos: Liñares © 2009

 
   

ARGENTINA, Roberto Liñares e Marta Goldemberg.. Il 20 dicembre 2008, si è offerto un sentito e profondo omaggio a Padre Horacio Sosa Carbò, in occasione del primo anniversario del suo Ritorno alla Casa del Padre

La Chiesa di Dio Padre, con il Santuario Nazionale ha convocato la Famiglia di Schoenstatt per un ringraziamento molto speciale. Tutti i partecipanti in quell’Eucaristia erano stati legati da un vincolo liberamente e fortemente con il cuore del Padre Horacio. La Santa Messa è stata concelebrata tra tanti altri dal P. Javier Arteaga, assistente nazionale del Movimento, e dal P. Alberto Eronti, uno dei suoi fratelli di corso.

P. Arteaga ha tenuto l’omelia, e ha ricordato vari aspetti della vita e della personalità di Padre Horacio, così come il suo ideale: "Amarti ardentemente fino alla morte, per illuminare le intelligenze con la luce della verità, ed infiammare i cuori col fuoco del tuo amore" e anche la frase che si è trovata tra le sue carte, scritta poco prima di morire: "Grazie, Padre, nonostante tutti i miei insuccessi in tutti i campi, so che il tuo amore per me è imperturbabile, Questo mi dà gioia ed entusiasmo. In fondo ‘tutto riesce bene, succeda quello che succeda’. Grazie per credere tutto questo. Lode e gloria a Te eternamente."

In Famiglia

I presenti si sono recati finita la Messa, alla cripta sotto l’atrio della Chiesa di Dio Padre, dove si è continuato l’omaggio con la proiezione di un audiovisivo, in cui si è passato in rassegna la vita di Padre Horacio.

Così si è potuto vederlo giovane e senza barba, con i suoi fratelli di corso "Verbum Patris" nella sua ordinazione sacerdotale il 16/9/1972; nel 1999 nel Santuario di Stoccarda sostenendo la Croce dell’Unità originale; nella Chiesa dell’Adorazione, a Colonia in agosto del 1999..

Un momento emozionante di quell’audiovisivo é stato un frammento dell’omaggio, che il Gruppo delle Madri gli aveva fatto anni fa, quando lui era il suo assistente spirituale. In quell’occasione si era reso omaggio alla sua mamma, Donna Mercedes, come membro del Gruppo.

Anche si sono ricordati episodi di buon umore. Ad un certo momento si è parlato del "Piccolo Padre Horacio illustrato", così chiamato per confrontarlo con il "Piccolo Larousse illustrato" – un piccolo vocabolario enciclopedico abbreviato molto conosciuto in Argentina – dove si è potuto osservare in brani di conferenze tenute dal Padre tra l’umorismo e le profonde riflessioni molto della sua personalità, e del suo stile di parlare. Un esempio il parallelismo tra il film "La vita è bella" e la fiducia filiale in Dio Padre, con cui si può attraversare qualsiasi inferno; la spiegazione che Gesù non ha preso il modo di rivolgersi a Dio "Abba" dai salmi, bensì che ha cominciato ad ascoltarlo nella sua propria casa di Nazaret.

Poemi preferiti

Si sono ricordati i poemi preferiti di P. Horacio, con i quali anche insegnava. Così si sono ascoltati dalla sua bocca frammenti del poeta anonimo del secolo XVI (attribuiti da qualcuno a Santa Teresa del Gesù):

"Non mi muove, mio Dio, per amarti
il cielo che mi hai promesso,
né mi muove l’inferno tanto temuto
per lasciare perciò di offenderti.
O quei versi di Michele di Unamuno:

Ingrandisci la porta, Padre,
perché non posso passare.
L’hai fatta per i bambini,
io sono cresciuto mio malgrado.
Se non m’ingrandisci la porta
fammi più piccolo, per pietà.
Riportami all’età benedetta
in cui vivere è sognare".
Mettimi, Padre Eterno, nel tuo petto,
misterioso focolare,
del duro lottare.

O quel dolce "Sonetto del Dolce Nome" del poeta argentino Fancesco Luigi Bernárdez, che solevano recitare lui e il caro Padre Esteban Uriburi, per la festa del dolce nome di Maria:

Se il mare che per il mondo si sparge
avesse tanto amore come acqua fredda,
si chiamerebbe per amore, Maria
e non solo mare come si chiama..."
E anche quella copia popolare, che P. Horacio ha convertito in una specie di stendardo:

"Che bello è andare per la vita,
quando si avanza con calma,
portando un sogno nell’anima,
e sulle labbra un cantare!"
Al contempo si è fatta una piccola ripetizione di frasi e preghiere sue che lui ripeteva sempre:
"Due cose mi hanno affascinato di Schoenstatt: l’amore e la libertà"
"Padre nostro che sei nel cielo. Padre nostro che sei in noi. E devo
dire di più: Padre mio che sei in me".
"Che la memoria di tuo padre ti risvegli, ti faccia più semplice, più audace
come tuo Padre, amante della Chiesa, molto profeta della Chiesa,
incompreso ma rispettoso, ma amante sempre.."
"Padre, ti ringrazio perché sempre mi ascolti, non come vorrei io, ma
come vuoi Tu"

E una frase che pare un eterno commiato e un eterno incontro:

"Quando Egli voglia, ME NE VADO, Nel frattempo: missione, forza e fiducia. Sempre suo Padre Horacio"

E come non ricordare la costante citazione evangelica con cui soleva finire le sue conferenze e benedire: "Dio è amore, e chi resta nell’amore, resta in Dio e Dio in lui"

Testimonianze

Si sono ascoltate testimonianze di molte persone che lo conoscevano da vicino in differenti momenti della sua vita. Si sono distinte le testimonianze di P. Alberto Eronti, della sorella di P. Horacio, Rosa Maria Sosa Carbò Kôstner, di Graziella Greco e Marita Unchalo, in rappresentanza del Gruppo delle Madri, di Bibiana e Riccardo Bombién, per l’Istituto delle Famiglie, di Maria Gorostiaga Fernández Araos in rappresentanza del CIK (Circolo d’Investigazione Kentenichiano), entità che lo stesso Padre Horacio ha fondato e promosso, di Maria Lopez Ruiz, del Gruppo delle Professioniste. Sarebbe impossibile trascrivere per ragioni di spazio la ricchezza e l’emozione trasmesse con tante belle parole.

A Sion del Plata.

Al concludersi le testimonianze, si sono invitati i presenti a recarsi al Santuario del Padre di Schoenstatt, distante poche centinaia di metri dal Santuario nazionale, per visitare il cimitero dove riposano i resti mortali di Padre Horacio "del duro lottare".
Si è pregato il "Cantico della propria terra" e la Signora Sara Brugnoli ha letto un poema che gli ha dedicato il giorno della sua scomparsa.. Manuela, una giovane ed instancabile missionaria, che già si trovava nel cimitero, quando la maggior parte della gente è arrivata, pregava con "Verso il Cielo" in mano ed un’Immagine della MTA..

Era un giorno pieno d’amore e ringraziamento, perché la Divina Provvidenza aveva regalato a questa Famiglia un buon profeta del profeta di Maria. Sono partiti con un’altra missione: conservare vivo il legato di P. Horacio, strumento trasparente del Dio Trino e del Padre Fondatore.

Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina

 


 

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Last Update: 14.01.2009