Zum Weiterdenken - Considerations - Para reflexionar
 published: 2008-08-19

La nostra vita somiglia molto a un gioco olimpico

I Giochi olimpici 2008 e l’Alleanza d’Amore

 

Anstrengung und Exzellenz warden belohnt

El esfuerzo y la excelencia tienen su premio

Effort and excellence have their reward

Anstrengung und Exzellenz warden belohnt

 

Olympiastadion in Peking

Stadion en Peking

Stadion in Peking

Olympiastadion in Peking

 
Auch wir träumen von der Goldmedaille  

Soñamos con la medalla de oro...

Dreaming of the Gold Medal...

Auch wir träumen von der Goldmedaille

Fotos: Pixelio © 2008

 
   

PER RIFLETTERE. P. Javier Arteaga. Venerdì 8 agosto abbiamo potuto vedere la magnifica apertura dei giochi olimpici 2008 a Beijin. Parole canti, balli, destrezza fisica, creatività e ingegno, colori, luci e figure. Migliaia di uomini di tutto il mondo realizzavano questa meraviglia e ne facevano parte, lo spirito dell’uomo era lì presente. Mentre scrivo questa lettera leggo che già sono state vinte 75 medaglie d’oro e altrettante d’argento e di bronzo. Lo sforzo e l’eccellenza hanno il loro premio.

Alcuni giorni fa ho letto un articolo che diceva: "Ogni atleta si è allenato per molto tempo, ha preparato la sua strategia e partecipa dei giochi con la speranza di guadagnare un riconoscimento e una vittoria. Tutto si gioca in pochi minuti. Alcuni salgono al palco dei vincitori e altri s’accontentano di avere partecipato. Alcuni avranno una seconda opportunità fra 4 anni, altri no. La storia stamperà alcuni nomi e altri, come tanti, resteranno nella memoria dei loro cari e amici.

La nostra vita somiglia molto ad un gioco olimpico: sogni, sforzi, conquiste, vittorie e sconfitte, sia personalmente o nell’ambito familiare, o in un piccolo gruppo o come nazione, sempre siamo in gara, saltando (qualche volta tentando salti molto lunghi o molto alti), alzando pesi, lanciando giavellotti, facendo gol o sbagliandoli, arrivando primi, secondi o ultimi. Ma l’importante, tanto nel gioco olimpico, quanto nel gioco della vita, è avere ben in chiaro la meta, che cosa voglio raggiungere?, l’allenamento adeguato, come mi preparerò e l’otterrò? e il fine ultimo, trascendente perché faccio tutto questo?

Un giocatore di football non riuscirà a vincere una medaglia d’oro, se si propone lanciare giavellotti

Sicuramente un giocatore di football non riuscirà a vincere una medaglia d’oro se si propone lanciare dischi. Perciò è giusto domandarsi quali sono le capacità e i talenti personali e di conseguenza decidersi per le mete da conquistare. Molte frustrazioni nella vita hanno origine da una falsa percezione di se stessi. Qualcosa di simile accade con la vita di un paese: quando, all’interpretare la sua storia e il suo presente con uno sguardo parziale o deformato, prevediamo un futuro mediocre e frustrante, è perché il nostro giudizio non è basato sulla verità. In Argentina abbiamo ancora molte mete da raggiungere: l’unità nella diversità, il rispetto a qualsiasi vita umana, il progresso equo per tutti ecc….e perciò abbiamo bisogno di uomini e donne di spirito grande e generoso, atleti della verità e dell’amore.

Allenamento

Ma con le capacità solamente non arriviamo molto lontano, ai talenti personali dobbiamo aggiungere lo sforzo dell’allenamento per svilupparli. E perciò spesso abbiamo bisogno dell’aiuto di specialisti, di allenatori, dei migliori, che vogliano sommare le loro conoscenze per poter raggiungere la meta, il bene comune. Perché paesi come la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, la Corea del Sud o la Russia hanno guadagnato finora la maggioranza delle medaglie d’oro? La risposta non è difficile, perché hanno un obiettivo chiaro ed hanno impegnato tutte le loro possibilità orientate verso quel fine, ed evidentemente hanno molte possibilità, cominciando dalle organizzazioni economiche, scientifiche ecc. Così succede nella vita personale, soli non possiamo, siamo esseri indipendenti. Pensando alla patria ho ricordato un’eccellente intervista a Claudio Fernandéz Araóz, uno dei maggiori specialisti internazionali nella ricerca di leader imprenditoriali, che ha pubblicato il giornale La Nación il 30 agosto scorso. Claudio Fernandéz Araóz rispondeva alla domanda se in Argentina c’è una massa critica che aiuti a fare un salto qualitativo come paese:

"Innanzi tutto, affinché l’Argentina faccia questo salto non sono necessari geni, né grandi idee. Non lo è mai per nessun paese, né per nessuna organizzazione che aspira alla grandezza. C’è bisogno più che di grandi strategie, di un’opzione cosciente per perseguire la grandezza e un lavoro disciplinato per raggiungerla. Una prima condizione è la leadership adeguata al massimo livello. Non ho dubbi che abbiamo candidati potenzialmente qualificati nel paese, ma dobbiamo imparare a sceglierli. La seconda condizione per poter fare il salto è che i leader corretti formino bene le loro equipe. E per questo l’Argentina ha a sua disposizione una massa critica più che sufficiente di talenti. La nostra nazione si è costruita ed è diventata grande nel suo momento grazie alle aspirazioni di grandezza dei nostri predecessori, nonostante le frustrazioni inevitabili di qualsiasi lavoro di leadership."

Ma perché serve tanto sforzo, e raggiungere la meta? Lo stesso San Paolo cui ricordiamo in quest’anno paolino ce lo dice chiaramente nella prima lettera ai Corinzi (9, 25): "Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ottiene il premio? Allo stesso modo correte voi pure in modo da ottenerlo. Però ogni lottatore si astiene da tutto; ora quelli lo fanno per ottenere per una corona corruttibile, noi invece per una corona incorruttibile" Non perdiamo di vista il fine ultimo della nostra grande olimpiade: la Vita Eterna.

Maria l’allenatrice

Cari fratelli d’Alleanza con tutto l’amore e il rispetto che mi ispira la Madonna, ho il coraggio di dire che nelle olimpiadi della nostra vita abbiamo la migliore allenatrice: Maria. Ella la piena di grazia, che ha percorso questo cammino assieme con suo Figlio e già è arrivata alla meta del Cielo, è la più interessata, che anche noi arriviamo e possiamo "salire" tutti, insieme a Lei, al palco dei benedetti da Dio nel Cielo. Nel frattempo continuiamo "allenandoci", lavorando ogni giorno per il bene, per la pace e la solidarietà e la giustizia, costruendo qui la cultura dell’incontro e dell’Alleanza. P. Giuseppe Kentenich dal Cielo c’incoraggia: "Contenti nella speranza e sicuri della vittoria, con Maria , verso i tempi più nuovi".

Lettera d’Alleanza, agosto 2008

Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina

 


 

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Last Update: 26.08.2008